la figura estrema di Zoran Music

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alle 01:54
il 27 febbraio 2010
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Estreme Figure
3 dicembre 2009 – 7 marzo 2010

a cura di Giovanna Dal Bon

catalogo Marsilio

A cento anni dalla nascita del maestro Zoran Music (Gorizia 1909 – Venezia 2005), l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti dedica alla testimonianza estrema, intima e condivisa delle soffere sortii del Novecento vissuto a Venezia per gran parte della sua vita

L’esposizione vuole essere un tributo di tutta la Città a un artista che ha incarnato sulla tela l’uomo di carne e l’impietosa crisi della storia del secolo scorso

 l’androne del Palazzo Loredan, Campo Santo Stefano

 L’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti ha sede a Palazzo Loredan fin dal 1891

Il palazzo presenta elementi originari del 1536 e rimaneggiamenti vari fino al 1760

 

vista sul ponte dell’Accademia

 

 

 

 

 

 

 

alcune opere in esposizione

 

 

 

 

 

                    

La mostra ha un epigono curioso presso due sedi della Galleria Contini nei pressi di Campo Santo Stefano verso San Marco. Vi si possono ammirare un numero maggiore di quadri rispetto all’evento ufficiale, oltre a una straordinaria serie di incisioni (puntesecche degli anni quaranta, acquetinte e litografie dagli anni settanta in avanti) e di disegni. Un particolare rende il confronto fra le due "sedi" quanto meno curioso: il tema del "doppio ritratto" definito nella ricchissima sala del palazzo Loredan come un soggetto irrisolto, ha un pezzo risoltissimo e mirabile nella galleria privata che titola anch’esso "Doppio ritratto" dello stesso anno. Restando nell’ambito dell’interesse culturale, l’abbinata delle esposizioni rende un panorama più che soddisfacente della carriera artistica di Zoran Music


di John Berger “Sul disegnare”

scritto da admin
alle 23:39
il 21 febbraio 2010
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nella foto John Berger (5/11/1926)

 
Questo libro, che ho incontrato molto tempo dopo la sua pubblicazione in Italia, mi ha portato alcune conferme riguardanti lo stato mentale indotto dall’atto di tracciare segni sulla carta, organizzandone il funzionamento in un atto di massima astrazione che mantiene saldo il dato visivo sul reale. Inoltre, certo per un dato autobiografico, le  fratellanze con la calcografia, arte segnica per eccellenza, sono profonde.
In cosa consista il disegnare (come pure, di riflesso, l’incidere su lastra) e in che relazione sia con la scrittura, la pittura, la scultura, la fotografìa si cura questa pubblicazione. Questo libro raccoglie saggi e scritti privati, lettere,  che scorrono mezzo secolo, il narratore inglese John Berger esplora con l’affetto quotidiano di un problema rituale il complesso atto di attenzione che sta all’origine del disegno. Uno sguardo traverso e di scorcio che si origina su se stesso nel tracciare segni che seguono il guardare e dall’interrogare senza preconcetti ciò che si offre al nostro sguardo, ma anche dalla capacità di lasciarsi permeare dal vortice di energia che emana dal soggetto/oggetto osservato. Protagonisti di questo vedere con una punta tracciante  sono Goya, Rembrandt, Picasso, Watteau, Van Gogh, Giacometti, Munoz, ma anche i graffiti delle grotte di Chauvet o i disegni "alfabeto" di Yves Berger e i misteriosi collage di Marisa Camino. Ma sono anche gli occhi di tutti quelli che  essendo disegnatori amano i disegni degli altri sapendo passare dalle proprie cornee a quelle fiduciate di altri occhi dai propri. Quello che si legge è il discorso amoroso di John Berger che esprime il senso profondo del segnare, aiutando il lettore a orientarsi oltre il mondo percepito, dentro l’altare dell’arte e nel suo scorcio. Un invito a voler guardare, riguardare e annettersi arbitrariamente un pezzo di regno sul mondo, a capire con l’intelligenza e la memoria periferica delegata dagli occhi alle mani. "Sul disegnare" è una occasione  suggerita a partecipare alla ricreazione costante del mondo visto.
 
brevi stralci dal capitolo "Disegnare sulla carta":
"L’apparizione della figura conta molto più dell’atto di disegnare. E’ lei che insiste, non il disegnatore, e insiste proprio attraverso la sua esitazione". pag. 61
 
"…tre diversi modi di funzionere dei disegni. Ci sono quelli che studiano e interrogano il visibile, quelli che annotano e comunicano idee, e quelli fatti a memoria". pag. 62
 
"….questi disegni non anno età, perchè l’atto di guardare con concentrazione, di interrogare l’apparenza dell’oggetto che si ha davanti agli occhi, è cambiata poco nel corso dei millenni… [nei disegni] il tempo è obliterato da un eterno presente. Presente indicativo". pag. 63-64
 
"Fra una riga e l’altra la carta si presta a diventare albero, pietra, erba, acqua, muratura, montagna calcare, nube. Tuttavia, è impossibile confonderla anche solo per un istante con la sostanza di una qualsiasi di queste cose, poichè resta palesemente ed enfaticamente un foglio di carta sul quale sono state tracciate delle linee sottili".
"Ci sono dipinti che gli animali saprebbero riconoscere. Non un solo animale sarebbe in grado di riconoscere un disegno"
"Realtà e progetto diventano inseparabili. Ci si trova alle soglie della creazione del mondo. Poichè impiegano il futuro, simili disegni prevedono. Per sempre. pag 66-67

 

Dettagli del libro

 

(John Berger, Maggi Hambling, 2000 – National Portrait Gallery, Londra)


fotografia inedita della vita di Vivian Maier

scritto da admin
alle 00:17
il 20 febbraio 2010
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Tratto dal blog di John Maloof Collection   View his complete profile 

 

Vivian’s life in obscurity

Some have suggested that I add more information on the story of Vivian’s work and such. Here is what I know.

I acquired Vivian’s negatives while at a furniture and antique auction. From what I know, the auction house acquired her belongings from her storage locker that was sold off due to delinquent payments. I didn’t know what ’street photography’ was when I purchased them.

It took me days to look through all of her work. It inspired me to pick up photography myself. Little by little, as I progressed as a photographer, I would revisit Vivian’s negatives and I would "see" more in her work. I bought her same camera and took to the same streets soon to realize how difficult it was to make images of her caliber. I discovered the eye she had for photography through my own practice. Needless to say, I am attached to her work.


After some researching, I have only little information about Vivian. Central Camera (110 yr old camera shop in Chicago) has encountered Vivian from time to time when she would purchase film while out on the Chicago streets. From what they knew of her, they say she was a very "keep your distance from me" type of person but was also outspoken. She loved foreign films and didn’t care much for American films.

Some of her photos have pictures of children and often times it was near a beach. I later found out she was a nanny for a family on the North Side whose children these most likely were. One of her obituary’s state she lived in Oak Park, a close Chicago suburb but, I later found she lived in the Rogers Park neighborhood, in Chicago.

Out of the 30-40,000 negatives I have in the collection, about 10-15,000 negatives were still in rolls, undeveloped from the 1960’s-1970’s. I have been successfully developing these rolls. I still have about 600 rolls yet to develop. I must say, it’s very exciting for me. Most of her negatives that were developed in sleeves have the date and location penciled in French (she had poor penmanship).


I found her name written with pencil on a photo-lab envelope. I decided to ‘Google’ her about a year after I purchased these only to find her obituary placed the day before my search. She passed only a couple of days before my inquiry on her.

I wanted to meet her in person well before I found her obituary but, the auction house had stated she was ill, so I didn’t want to bother her. So many questions would have been answered if I had.

Unfolding the mystery of Vivian Maier

The Independent Review (U.K.) writes a story about Vivian


15_02_10_Inaugurazione del 259° Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti di Venezia

scritto da admin
alle 18:44
il 19 febbraio 2010
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lunedì 15 febbraio dalle h 10.30 nella sede Agli Incurabili dell’Accademia di Belle Arti di Venezia l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2009/2010





Aula Magna della sede centrale delle Zattere, agli Incurabili: il saluto e gli auguri dell’inizio dell’Anno Accademico del Sindaco di Venezia Massimo Cacciari



il Sindaco Massimo Cacciari, il Presidente dellAccademia Prof. Giovanni Benzoni, Il Direttore Carlo Montanaro.

Sullo sfondo la riproduzione del primo logo dell’Accademia

proiezione del documentario
L’Accademia della Serenissima (15’)
scritto da Giuseppe De Logu e diretto da Renato Salvadori
prodotto dalla Scalera Film nel 1950







 

 

"Il corpo nell’arte moderna": Lectio Magistralis di Giovanni Lista












- Giovanni Lista (Castiglione del Lago, 13 febbraio 1943) è un saggista, storico dell’arte e critico d’arte italiano, trapiantato a Parigi. È uno specialista, noto a livello internazionale, della cultura artistica degli anni venti, in particolare del futurismo -




























Il Direttore Carlo Montanaro e il Prof. Giovanni Lista


I Professori Mauro Zocchetta, Riccardo Caldura, .... e il Vice Direttore Carlo Di Raco 




l’inaugurazione della mostra Omaggio a Tadeusz Kantor:

"Una visione universale"
al Magazzino del Sale 3





L'intervista al Direttore Carlo Montanaro




Catherine Thieck, direttrice della Galerie de France di Parigi (Francia)
Natalia Zarzecka, direttrice della Cricoteka di Cracovia (Polonia)

 


Angolo dei Gesuati, Fondamenta delle Zattere

 

I disegni di Tadeusz Kantor






 





 

 

 


Inaugura il 259° A.A. Accademia BB.AA. Venezia

scritto da admin
alle 18:43
il 19 febbraio 2010
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 lunedì 15 febbraio 2010 alle ore 10.30

Aula Magna della sede centrale delle Zattere, agli Incurabili

proiezione del documentario
L’Accademia della Serenissima (15’)
scritto da Giuseppe De Logu e diretto da Renato Salvadori
prodotto dalla Scalera Film nel 1950


 

 "Lectio magistralis"

di Giovanni Lista

Il corpo nell’arte moderna

 

Seguono, alle ore 12.00, nel Magazzino del Sale 3,

l’inaugurazione della mostra Omaggio a Tadeusz Kantor. Una visione universale

e proiezioni filmiche sulla figura del maestro polacco.

Martedì 16 febbraio, nell’Aula Magna dell’Accademia,

Seminario internazionale di studi su Tadeusz Kantor.

Relatori:Natalia Antonioli, docente di Regia, Accademia di Belle Arti di Venezia
Ivana D’Agostino, docente di Storia dell’Arte, Accademia di Belle Arti di Venezia
Loriano della Rocca, già attore del Teatro Cricot2 e regista teatrale (Italia)
Richard Demarco, professore al Centro Studi Europei, Università di  Kingston (Gran Bretagna)
Catherine Thieck, direttrice della Galerie de France di Parigi (Francia)
Natalia Zarzecka, direttrice della Cricoteka di Cracovia (Polonia)

Moderatore: Antonio Attisani, docente di Discipline dello Spettacolo, Università di Torino



Programma dettagliato ed orari Informazioni:

Tel. 041 2413752

info@accademiavenezia.it
www.accademiavenezia.it


L’arte della calcografia

scritto da admin
alle 00:08
il 18 febbraio 2010
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click to go to the web siteLa prima opera multimediale sulle tecniche calcografiche

 

oggi su dvd

www.calcografia.org

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in breve

Il Gruppo culturale De Portesio, nasce nel dicembre del 2003 a seguito di alcune ricerche sulla storia dell’incisione condotte dal Prof. Alberto Balletti nell’ambito della propria attività di artista incisore e dalla Dott.ssa Marina Guarneri, esperta e coraggiosa biografa dei confini, affiancati da un gruppo di amici cultori di diverse discipline e amanti del lago di Garda. L’interesse per la vita e le opere di Bartholomeo Zane De Portesio, nato a Portese frazione di San Felice del Benaco (BS), noto stampatore della Repubblica Veneta, è il volano ideale e storico delle attività del gruppo. Dopo una intensa attività come incisore di caratteri mobili e stampatore di preziosissimi libri nella sua bottega veneziana, egli fu richiamato al suo paese natale e incaricato della Serenissima Repubblica di intagliare e stampare gli Statuti Civili e Criminali delle Quadre Benacensi (circa dall’ottobre del 1489). Sul lago si trovavano acqua in abbondanza, condizione ideale per la produzione della carta, elemento essenziale per l’arte della stampa, e una terra di confine e passaggio dal nord, che necessitava di norme adeguate.

Portese del Garda

made in italy

Dal 2003 il Gruppo ha organizzato diverse manifestazioni culturali nel paese di San Felice e in altre località.

contatto: deportesio04@gmail.com

brotherhood web: www.albertoballetti.com 


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