Corpo/Reo, De portesio 2008: Marcello Riccioni cura l’omaggio a Goya con 10 fogli dai "Disastri della Guerra",
introdotto da due disegni:
RENATO GUTTUSO, Prigioniero, 1960 ca.
China acquarellata su carta, mm. 230×180
Collezione privata
Alberto Sughi, Fucilazione, 1953
Carboncino e acquarello su carta, mm. 480×330
Collezione privata
01. Tristi presentimenti di ciò che sta per accadere (Tristes presentimientos de lo que ha de acontecer)
Acquaforte, bulino, puntasecca e brunitoio
mm 175×220
Note: in alto n° 1
7. Che coraggio (Qué valor)
Acquaforte, acquatinta (aggiunta nel 1863)
bulino, puntasecca e brunitoio
mm 155×210
Note: in basso n° 55; in alto n° 47
15. E non c’e rimedio (Y non hai remedio)
Acquaforte, bulino, puntasecca e brunitoio
mm 145×165
Note: in basso n° 22; in alto n° 15;
sul verso della lastra in rame parte di paesaggio con alberi e costruzioni
30. Scempi della guerra (Estragos del la guerra)
Acquaforte, lavis, bulino e brunitoio
mm 140×170
Note: in basso n° 21; in alto n° 30; firma “Goya” sul margine inferiore sinistro;
sul verso del rame è rappresentato parte di paesaggio con cascata
34. A causa d’un coltello (Por una navaja)
Acquaforte, bulino, puntasecca e brunitotio
mm 155×205
Note: in basso n° 1; in alto n° 34
39. Gran bravura! Con dei morti (Grande aza_a! Con muertos!)
Acquaforte, lavis e puntasecca
mm 155×205
Note: in basso n° 51; in alto n° 39; firma “Goya” all’angolo inferiore sinistro
50. Infelice madre (Madre infeliz)
Acquaforte, acquatinta brunita e puntasecca
mm 155×205
Note: in basso n° 55; in alto n° 50
62. I letti della morte (Las camas de la muerte)
Acquaforte, lavis, bulino, puntasecca e brunitoio
mm 175×220
Note: in alto n° 62
69. Niente. Questo dirà (Nada. Ello dirà)
Ultimo stato; acquaforte, acquatinta brunita, lavis, bulino e puntasecca
mm 155×200
Note: in basso n° 69; in alto n° 69
77. Possa rompersi la corda (Que se rompe la cuerda)
Acquaforte acquatinta brunita o lavis, puntasecca e brunitoio
mm 175×220
Note: in alto n° 77

PORTESE del GARDA
made in italy
Perché la salute sia un diritto di tutti Emergency:
- offre assistenza completamente gratuita;
- garantisce cure a chiunque ne abbia bisogno, senza discriminazioni politiche, ideologiche o religiose;
- dà una risposta sanitaria di qualità, utilizzando protocolli terapeutici e metodi di lavoro standardizzati e già sperimentati in situazioni di emergenza;
- forma il personale locale fino al raggiungimento della completa autonomia operativa.
Emergency costruisce:
- ospedali dedicati alle vittime di guerra, alle emergenze chirurgiche, a terapie
specialistiche in aree che ne sono prive;
- centri di riabilitazione fisica e sociale;
- posti di primo soccorso per il trattamento delle emergenze;
- centri sanitari per l’assistenza medica di base;
- centri pediatrici.
Tutte le strutture di Emergency sono progettate, costruite e gestite da staff



PORTESE del GARDA
made in italy

a cura di Alberto Balletti
testi di:
Alberto Balletti
Dario Apollonio
Marina Guarneri
Anne Guérin
Giacomo Turolla
Piero Cavellini
Veronica Maffizzoli
Umberto Soncina
Simone Zuin
apparati:
Ludovica Danieli
Marina Guarneri
editing:
Giovanni Castagnoli
Redazione:
Enrico Dal Forno
foto:
Alberto Balletti
webmaster:
Dario Apollonio
Allestimento mostra:
Gruppo De Portesio
Allestimento video
Cineforum Cinit Feliciano
immagini in copertina: Stéphane Léger, "Série #2, Figure_Mouve, 2007
«Ho conficcato le mie unghie
Nella carne del destino
E ho azzannato, lacerato, divelto
Fino a farmi sanguinare le mani
Perché sono mani le mie mani
Calpestare ogni giorno un nervo scoperto
È mia natura.»
G.B., 2007
«Perché sono mani le mie mani». Quelle mani che incidono su rame o zinco, reggono una telecamera, una fotocamera digitale
Crinali d’onda sui confini, camminati a piedi nudi, mentre ci si chiede "chi è reo?", "dov’è il corpo/reo?".
Da queste aperte finestre ogni mattina "ascoltiamo l’alba e la sera il tramonto e tutto il rumore che fa" e preferiamo non
Rubiamo le bacche di mirto per le nostre cene d’inverno fra la terra e l’acqua. I boschi, gli ulivi centenari delle nostre colline.
Ai cittadini vogliamo far riascoltare i suoi versi, facendolo uscire dalla torre, fosse anche per una sola notte, come il principe
Marina Guarneri per il Gruppo De Portesio
1. JEAN-LUC NANCY, Corpus, Cronopio, 2004

Roger Vieillard fu una personalità sorprendente del suo secolo: allo stesso tempo incisore senza pari, bulinista tra i maggiori
Imbevuto di cultura classica, segnato dai grandi movimenti del suo secolo (Surrealismo e Astrattismo) fece
A partire dagli anni Sessanta, Roger Vieillard fece dell’incisione una stele unica, stampando la lastra direttamente su
Il corpus delle sue incisioni testimonia un vero e proprio atto di fede per quell’arte che gli valse di entrare a far parte dell’Académie
«Sappiamo dove l’uso di una tecnica si eleva alla dignità di Arte: quando conduce, tramite la metamorfosi del soggetto,
Roger Vieillard, il bulinista, non ebbe altra missione.
Anne Guérin
Traduzione di Giacomo Turolla
1. ROGER VIEILLARD, «Vieillard», Chefs-d’oeuvre de l’art, n°59, Paris, librairie, 1964, p. 111
2. JEAN TARDIEU, «Vieillard et ses reliefs gravés», Les portes de toile, Paris, Gallimard, 1969, p. 122
3. ROGER VIEILLARD, estratto dalla prolusione all’Académie des Beaux Arts, novembre 1969

Jours Pétrifiés 1943-1944
Poèmes de Jean Tardieu, Burin de Roger Vieillard
Librerie Gallimard NRF, Paris 1947
sotto:
Jours Pétrifiés 1943-1944, bulino
Sei fogli autografi non rilegati
Matrici mm 190×120, fogli mm 345×225







S.T, disegno preparatorio matita e inchiostro
foglio mm 205×135
inedito

Autoportrait Roger Vieillard 1978, bulino
matrice mm 195×145, foglio mm 320×245

Le Poète Jean Tardieu 1979, bulino
matrice mm 215×243, foglio mm 290×395

Elémentes 1957, bulino
matrice mm 270×210, foglio mm 423×345

L’an neuf 1988, bulino
matrice mm 150×80, foglio mm 230×135

PORTESE del GARDA
made in italy

di Alberto Balletti
«Lo scrivere non è semplicemente comunicare, trasporre o tradurre qualcosa che esisterebbe a priori nello scrivente, ma seguire, attrarre, distrarre, dislocare, cancellare, riprendere ciò che potremmo definire forse un materiale informe che si chiarisce, si compone, nel suo stesso farsi, "durante", fino a un risultato che è esso stesso una scelta, tanto casuale quanto soggettiva, fra altre scelte possibili…»
Roberto Sanesi 1975
Scrivo da artista.
L’artista è un vuoto incolmabile, il calco di una persona qualsiasi, il rivestimento, l’impronta. La replica originale. La firma di un assegno in bianco, scoperto. Come riporre in queste mie parole fiducia, se inizio smentendo?
A rebours! Bisogna essere disposti a espirare senza inspirare. Il solo modo di credere in un artista è amare il suo vuoto, la sua assenza. Egli "non è", e fa di tutto per non essere nemmeno l’essere. Sparire per lasciar apparire. Moltiplicare per rendere unico l’esemplare. Utopia del singolo diffuso, autografo apocrifo. Oblio recitato a memoria.
Operatore dell’inoperabile guasto del gusto. Non c’è dolo nella fabbrica degli specchi e, se il minotauro ucciderà se stesso, il suo suicidio non sarà imputabile al fabbricante di vetri riflettenti. Non è l’arte che muore, ma solo chi sfugge alla sua trappola. Strano tipo di trappola, una tagliola ospitale dove tutto è il doppio, l’altro da sè. E l’artista che parla, svela, espone e accoglie, fuori da sè, ride della sua eccezione. Ma solo quando il suo lavoro è compiuto, affidato a tutti, egli ride. Solo allora. In questo mio scrivere, reo di incarnarmi in panni che non dovevo vestire, mi ritaglio una parte da critico e curatore che vìola le regole. E parlo da artista per mettere a fuoco un percorso utile a districarsi attorno al senso del fare arte, nell’ottica della decodificazione del suo prodotto "inutile". Dalla stravaganza di questa mia posizione offro un grimaldello possibile tra cultura e critica estetica. Corpo/Reo – De Portesio 2007 propone, proprio nell’eterogeneità degli artisti invitati, una possibile apertura, un’indicazione di percorso: quello degli incisori – che propugnano la tradizione delle tecniche delle stamperie – vicino a quello dei fotografi e, su questi passi, verso l’arte interattiva, fino al video digitale. Ma ciò che appare forzato oggi, domani sarà libera scelta. Ora, ritenere che non si possa trascendere dai mezzi di comunicazione massivi e digitalizzati, proteggendosi in un "a prescindere" che depenalizzi la scelta del mezzo usato per esprimersi, rimane certo libero arbitrio. La scelta del media tecnologico – nonostante quello tradizionale valga ancora – necessita dell’abilità dell’artista per illuminarlo di nuovo; e il primo strumento è l’autocertificazione di responsabilità che tale scelta implica. La dimensione etica dell’arte è imperitura. Senza qui elencare i loro nomi, abbiamo riprodotto nella prima parte di questo catalogo le opere di artisti che
credono nelle tecniche segniche della grafica d’arte. Nella seconda parte le opere di artisti più giovani che si confrontano con i liguaggi digitali. Per concludere, la terza sezione, dedicata ai video prodotti da studenti delle accademie di Belle
Arti e scuole di Cinema. Le tre sezioni del catalogo sono diaframmate da due omaggi: a Roger Vieillard, bulinista che attraversa tutta l’esperienza incisoria francese (Atelier 17) e Guglielmo Achille Cavellini, eclettico trans-navigatore di linguaggi della seconda metà del secolo scorso.
La relazione moderna dei linguaggi artistici, con le tecniche di riproduzione di esemplari multipli – dai caratteri mobili all’analogico, dalla banda magnetica al DVD – nell’impulso espressivo che le tecnologie hanno sempre apportato alla semantica artistica, rientra nella libera scelta degli strumenti che l’artista individua e fa suoi; nell’assolvimento di un’opera che sente impellente, e che, nella realtà del quotidiano in unica copia, regala ai cittadini del mondo, senza la sicurezza di un uso pratico o immediato. L’artista, spesso non dichiarandolo per questioni di "immagine", affronta il doppio: della tradizione e della contemporaneità. Sia quando si schiera per l’una come per l’altra, di frequente omette il percorso formativo con cui l’"ultima novità" delle scienze tecnologiche viene trasfomata in tecnica d’arte grazie all’interiorizzazione del potenziale ancora inesplo rato. L’artista svela, aggiungendo al vagare vacuo della vita la sua fede al segno alienato. Per questo vi invito a condividere l’opera d’arte nell’illogicità egoica apparente e tranquilla dell’artista, così come lui stesso la vede: nel suo tentativo di essere multiplo, una specie di anti-clone, mai replicante, come una cosa che asserisce di suo in primis, moltiplicando, nel rispetto della fonte, un oggetto edulcorato che comunica qualcosa che potrà adattarsi agli eventi, ma non si assoggetterà a nessun ordine. Rileggendo ciò che le innovazioni tecnologiche apportano costantemente al potenziale espressivo dell’essere umano, potremo trovare il grimaldello per scassinare e svelare il doppio significare dell’opera. L’opera non chiede condivisione. Propone. Questo primo passo ci connette a un parallelo modo di intendere e contendere che sottostà ancora alle antiche leggi della logica, senza anacronisticamente rifiutare la dimensione overlapping (multistrato) del contemporaneo. In questo secondo passaggio vorrei sbaragliare l’idea convenzionale ed esausta del concetto di copia. L’opera diversamente ci interroga e il mutiplo per antonomasia moltiplica, non copia: è esemplare. Vale la pena di accettare le idee che tutte le opere d’arte avanzano, nella loro dichiarata originarietà, oltre la riproducibilità tecnica. Fuori dai vincoli dei luoghi stereotipati ove recitiamo la nostra lasciata o perduta identicità ripiena di scarti.
Lo snodo della qualità è supremo e difficile. Solo il tempo decide per noi, oltre le mode. Lo si può tra-guardare nelle opere di questa mostra in una prospettiva di attraversamento della tradizione, nella molteplicità dei significati di cui è intrisa. Oserei dire finalmente liberi, di nuovo saltimbanchi dell’intelligenza. Preferisco ammettere il danno. L’uomo d’oggi, figlio del crollo della personalità monolitica del sapere, è messo in crisi dai nuovi mezzi di comunicazione e di elaborazione dei dati a grande distanza in tempo reale, che proprio nella logica dell’audiovisivo ha dato luogo a una profonda frattura nell’ereditarietà
La tradizione richiedeva una sequenza discorsiva basata sul ragionamento analitico, ma questa stessa sequenzialità viene minata dall’apparire dell’immagine in movimento, che, ricorrendo all’icona sintetica, esalta il momento emotivo immediato, nell’intuizione pura. Rischiando così di esporre a uno straordinario effetto ipnotico l’utente-spettatore. I giovani artisti lavorano in laboratori dove l’arte è meticcia, perchè sanno che i frutti puri impazziscono. Possibilità multiple, ricche, anche contraddittorie, si offrono oggi al singolo al di sopra e al di là dei vincoli del principio di non contraddizione. È caduta la cesura, tradizionale e invalicabile, tra realtà attuale e realtà virtuale: di questo possiamo solo prendere atto. E sarebbe ora di approfittare dei progetti artistici che lo rivelano in modo adamantino. Il pezzo d’arte scompone la certezza in
microfibre da ricontrollare. Questo è il messaggio. È necessario un moto oppositivo e di resistenza tale da rendere l’individuo, già multiplo di sè stesso nella realtà virtuale, re-incontrabile, ospitabile. Necessitiamo di un appuntamento reiterato perchè perdibile. In aggetto. Dove, dopo essere stato esposto al processo mediatico, il nostro veicolo irrorato e pulsante, il nostro corpo/reo, non definitivamente sgretolato, ma arricchito da uno specchio vergine, di nuovo, come Narciso, annegabile a sé, possa toccarsi. L’arte bifronte specchiandoci annega l’ombra di noi stessi.
Non mi spaventa se fra le righe si potrà leggere un’inclinazione alla "riduzione del danno". Io amo gli angoli dei muri smussati dal vento e dai camion che li forzano, così come amo i solchi sulla pelle, che rievocano le più care pagine della nostra effimera presenza segnata sul registro dell’unica volta che ci è dato di vivere. Autoritratti "alla faccia" di noi stessi, nei nostri singolari corpi generati come unici oggetti irriciclabili. Lasciamo solo qualche chilo di residuo biodegradabile assieme a un intricato senso attribuibile. Io amo l’utopia del multiplo: a ogni impressione un numero originale. Liberi da tatuaggi, liberi di arrugarci. Ripetuti e ripetibili come incisi all’immortale. Siamo solo solchi, ingordi di anoressia.
Incidere oggi è ancora "fare" e non lo è per voluttà, non provoca emorragia, provoca e basta. Avoca alla mano la reale presa che non si vuole far sfuggire nell’effimero. Il metallo della matrice registra il soffio della sfinitezza, mentre il DVD non trascura le nostre perplessità. I supporti scelti dagli artisti registrano il silenzio. L’arte sopravvive eternamente a sé stessa impennandosi nell’esemplare multiplo. Contraddicendosi.
Alberto Balletti

a cura di Alberto Balletti
testi di:
Alberto Balletti
Dario Apollonio
Marina Guarneri
Anne Guérin
Giacomo Turolla
Piero Cavellini
Veronica Maffizzoli
Umberto Soncina
Simone Zuin
apparati:
Ludovica Danieli
Marina Guarneri
editing:
Giovanni Castagnoli
Redazione:
Enrico Dal Forno
foto:
Alberto Balletti
webmaster:
Dario Apollonio
Allestimento mostra:
Gruppo De Portesio
Allestimento video
Cineforum Cinit Feliciano
immagini in copertina: Stéphane Léger, "Série #2, Figure_Mouve, 2007
di Dario Apollonio
Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo.
Nel poderoso dibattito rinascimentale sulla dottrina e sulle estetiche possibili, riformiste e poi controriformiste cattoliche e non, queste parole, di per sè impressionanti e assolute, hanno determinato la ricerca di immagini non corruttibili, dipendenti dalla combinazione del corpo e della scena originari contemporaneamente dalla parola.
Il Concilio di Trento sancisce con queste parole il dogma della trasustanziazione: con Cristo il corpo – non più corrotto e corruttibile, non più (corpo)reo di chissà quali colpe – entra nella parola.1
Sbirciare a volte al di là dei confini del "pensiero debole" ci permette una molteplicità di sguardi, senza per questo trasgredire troppe regole. Da poco era stata inventata la magia della stampa a caratteri mobili su carta, attribuita al tedesco Johann Gutenberg,seppure sia probabile che già i cinesi utilizzassero in precedenza tecniche simili e che, contemporaneamente a Gutenberg,anche stampatori tedeschi, boemi, italiani e olandesi stessero lavorando nella stessa direzione. In ogni caso Gutenberg,in società con il banchiere Johann Fust e l’incisore Peter Schöffer, stampa tra il 1448 e il 1454 a Magonza il primolibro con questa tecnica. Si tratta di una Bibbia composta a 42 linee, che viene messa in vendita a Francoforte sul Meno nel 1455. L’interesse e la concentrazione su questi testi compongono una parte determinante della cultura di quegliintellettuali fra cui il nostro De Portesio.
Sebbene l’invenzione della stampa sia annoverabile fra le più importanti conquiste dell’umanità, a molti forse sfugge che anche in questo caso esistono, per così dire, lati negativi poco considerati. Nel pieno Umanesimo, alle soglie del’500 la cultura occidentale, e prima fra tutte quella italiana, perde buona parte dei propri documenti originali. L’avvento della stampa rende superflua la conservazione dei manoscritti e molti archivi e documenti "originali" vengono inesorabilmente eliminati. Non siamo innocenti. Mi viene da pensare "per fortuna!", parafrasando il titolo di uno scritto di Eugenio Battisti. L’Innocenza
La stampa quindi come arma che produce colpevoli.
La riedizione o riscrittura continua dei documenti è l’esercizio più frequentato dalle istituzioni, alle quali si sono opposte schiere di artisti/banditi che sin dal Rinascimento hanno imparato a camuffare le proprie attività in linguaggi criptici, a volte simbolici, a volte semplicemente geniali come quelli più recenti nel solco di Andy Warhol, dove l’opera supera in potenza criminale persino la pubblicità.
E dunque, come faremo a capire di più di questa storia di lago, dove intellettuali raffinatissimi si inventano contemporaneamente
E chi ci spiegherà chi erano Zuan Zenon e la sua compagna con lui mummificata – non importa ora se veri o falsi – per conservarne l’eccezionalità di corpi/rei, banditi come spesso accade per forza, o al contrario per scelta? Non parliamo
Non ho risposte naturalmente, ma tecniche di disseminazione di dubbi.
Un conforto notevole e una sorta di "autorizzazione a procedere" ce li fornisce la più recente critica storiografica e in particolare il metodo storico critico e la consapevolezza scientifica che ha generato negli ultimi decenni la tecnica della
I banditi del lago di Garda, come tutte le numerose vicende italiane e internazionali che ci restituiscono il corpo/reo della contrapposizione fra ordine costituito, regole e ribellione e/o malaffare, svicola da ogni possibile pretesa di ricostruzione storica attendibile. Ci piace assumere questo contesto storico quale metafora di una possibile interpretazione culturale "editabile" dal Gruppo De Portesio, nel senso di una utopica e volutamente spropositata raccolta di staffetta antica, corsa con meta non definita, necessaria alla riproposta artistica contemporanea.
Varrà la "pena" tentare prossimamente di re-interpretare, magari divertendosi, le vicende storiche che ci stanno suggestionando. In realtà alcuni ci hanno provato, anche se da punti di vista totalmente diversi, e fra questi è doveroso ricordare Giuseppe di Giovine con il suo Provveditori e Banditi della Magnifica Patria, ma prima ancora i vari saggi di G. Lonati e altri autori.4
Ma già in quegli anni irrompe, o meglio inizia ad essere a noi nota, una ridefinizione dei poteri internazionali, che coinvolgerà questo territorio in modo intenso e speciale. Le contrapposizioni fra Guelfi e Ghibellini inaugurano una serie di altalenanti dominazioni in cui gli attori principali saranno Venezia e Brescia, e sullo sfondo Milano e le sue alleanze interna zionali, ma anche gli abitanti della Riviera e in particolare quella classe semi-aristocratica e intellettuale dalle antiche tradizioni, progressivamente esautorata delle proprie condizioni socio-politiche. Una delle maggiori eccellenze del patrimonio
La sintesi di quel ramo del Concilio di Trento che per accademica e spiazzante coincidenza si svolse proprio nella sala in cui sto scrivendo questo pezzo, a Bologna nella mia università a Palazzo Sanuti-Bentivoglio- Bevilacqua, sancì il definitivo distacco da una porzione di passato che da lì in poi si andò pazientemente a eliminare. La cancellazione, per esempio, di una serie di archivi di curie coinvolte nei tribunali dell’Inquisizione, motivo per il quale non abbiamo documenti relativi a opere di prima grandezza quali l’Ultima cena di Leonardo in Santa Maria delle Grazie a Milano.
In quell’affresco però la frase è un’altra: “Qualcuno di voi mi tradirà”.
Ecco. Questo è lo sfondo in cui si cala la piccola storia bandita di Zuan Zenon. Storia da riscrivere e da sognare, possibilmente non da soli.
L’orizzonte digitale è lì che ci guarda, con tutte le sue "colpe", intriso com’è di pirateria globalizzata, ci ospita dentro una storia da riscrivere su rotte multiple nelle dimensioni post-euclidee oggi finalmente possibili.
D.A.
1. MARIO BOETTI, Il Corpo senza più sostanza ne materialità, www.transfinito.net
2. EUGENIO BATTISTI, L’innocenza è un delitto, in «Gran Bazaar» n. 8-9 agosto-settembre 1984, pp. 94-96
3. PAUL FEYERABEND, Contro Il metodo, Feltrinelli, 1975
4. Provveditori e Banditi nella Magnifica Patria di Giuseppe di Giovine, Sist. Bibl. Alto Garda, 1980
5. W. BENJAMIN, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Torino, Einaudi, 1966
6. GERMANO CELANT, Off Media, 1977

JEAN BAZAINE
Rouge 1976
litografia a piena pagina mm. 880×490
colori

JEAN BAZAINE
L’ombre la branche 1977
litografia a piena pagina mm. 410×310
Prova di stampa per l’edizione in 150 esemplari del libro d’artista omonimo
Stamperia d’Arte Adrien Maeght per le litografie
Tipografia Georges Girare per i testi di Jean Tardieu
ALBERTO BALLETTI
Oxysgene 2007
Acquaforte, acquatinta
trittico matrice centrale mm. 500×200
matrici laterali 400×310
Foglio mm. 760×1070
1/20
Colore nero

ALBERTO BALLETTI
Brinco e Cacciavite 2006
Acquaforte, acquatinta
Matrice mm. 400×310
Foglio mm. 680×530
11/20
Colore nero

SANDRO BRACCHITTA
Sedia rossa 2000
carborundum, puntasecca
matrice mm 830×590
foglio mm 1040×790
colori
ù
SANDRO BRACCHITTA
Sedia rossa 2003
carborundum, puntasecca, acido diretto
matrice mm 1300×100
foglio mm 1490×1040
colori
SANDRO BRACCHITTA
Attesa ciclica 2002
carborundum, puntasecca
matrice mm 800×700
foglio mm 1040×940
colori

ANDREA CARDONE
Sei piccole buste 1995
cera molle
Matrice mm. 670×440
Foglio mm. 870×620
Colori

ANDREA CARDONE
Impronta 1998
cera molle acquatinta su fondino e materici
Matrice mm. 485×320
Foglio mm. 660×450
Colori

ANNA CASER
Mirto di luna 1996
acquaforte su canapa
matrice mm. 485×320
foglio mm. 660×450
colori

ANNA CASER
Muto demonio 1996
acquaforte su canapa
matrice mm. 920×480
foglio mm. 1080×640
colori

GUGLIELMO ACHILLE CAVELLINI
Les maîtres de la peinture 1972
Serigrafia colori
Matrice mm. 520×410
Foglio mm. 600×500
Colori

VLADIMIRO ELVIERI
Lifting 2004
Puntasecca su plexiglas e ossidazione naturale su ferro
Matrice mm. 350×350
Foglio mm. 700×500
Colori

VLADIMIRO ELVIERI
L’urlo, 2004
Puntasecca su plexiglas e ossidazione naturale su ferro
Matrice mm. 350×350

SILVIA GABARDI
Gabbie emozionali 2006
Litografia con calcografia su zinco
Matrice mm. 336 x 490
Foglio mm. 700×500
Colori

SILVIA GABARDI
Gabbie emozionali 2006
Litografia con calcografia su zinco
Matrice mm. 336 x 490
Foglio mm. 700×500
Colori

SALVATORE LOVAGLIO
Corso d’acqua 2006
acquatinta, cera molle e carborundum
matrice mm. 890×1590
foglio mm. 1030×1830
colori

SALVATORE LOVAGLIO
Striscia di fuoco 2007
acquatinta e carborundum
matrice mm. 690×1400
foglio mm. 890×1640
colori

JOANNA MALECKA
Wictor 2006
serigrafia a piena pagina
foglio mm. 1230×1500
courtesy Museo Civico di Cremona, Ala Ponzone
JOANNA MALECKA
The End 2006
serigrafia a piena pagina
foglio mm. 1230×1500
courtesy Museo Civico di Cremona, Ala Ponzone

LANFRANCO QUADRIO
Canaio 2 2004
Bulino su rame
Matrice mm 171×120
Foglio mm 350×250
Colore nero

LANFRANCO QUADRIO
Trionfo muto di un cane 2006
Bulino su rame
Matrice mm 107×187
Foglio mm 250×350
Colore nero

LANFRANCO QUADRIO
Frammento 1 2006
Bulino su rame
Matrice mm 54×98
Foglio mm 250×350
Colore nero

ABDUALLAH SELIM
Città 2001
Puntasecca e ceramolle
Matrice mm. 850×2000
Foglio mm. 1030×2180
Colori

ABDUALLAH SELIM
Figura orizzontale 1997
Puntasecca
Matrice mm. 980×1900
Foglio mm. 780x 1680
colorer nero

RAFFAELLA ROBUSTELLI
Anime 3 1998
tecniche materiche, sabbie e fogli zincati su faesite
matrice mm. 835×500
foglio mm. 1000×700
colori

RAFFAELLA ROBUSTELLI
Anime 6 1998
tecniche materiche, sabbie e fogli zincati su faesite
matrice mm. 835×500
foglio mm. 1000×700
colori

CARLA SEMPREBON
Figura n.4 2004
acquatinta su zinco e puntasecca su plexiglass
Matrice mm. 980 x 670
Foglio mm. 1220 x 780
Colori

Figura n.2 2004
acquatinta su zinco e puntasecca su plexiglass
Matrice mm. 980 x 670
Foglio mm. 1220 x 780
Colori

RADEK SLANY
Dude in bodice 2005
gipsografia a piena pagina
mm.2100×750
Courtesy Museo Civico di Cremona Ala Ponzone
colori
RADEK SLANY
The Lider 2005
gipsografia a piena pagina
mm.2100×750
Courtesy Museo Civico di Cremona Ala Ponzone
colori

CHIARA TONI
Destini rubati 2003
Puntasecca su plexiglas
Matrice mm. 500 x350
Foglio mm. 700 x 500
Colori

CHIARA TONI
Pietrificata 2005
Puntasecca su plexiglas e acquaforte su zinco
Matrice mm. 500 x350
Foglio mm. 700 x 500
Colori

STEPHANE LEGER
Serie #2, Figure mouve 2007
Grafica vettoriale
Foglio 700×500
colori

UGO TONELLO
Meditazioni sull’identità 2004/06
grafite e carborcino su fogli A4

UGO TONELLO
Meditazioni sull’identità 2004/06
grafite e carborcino su fogli A4

UGO TONELLO
Meditazioni sull’identità 2004/06
grafite e carborcino su fogli A4

GIULIANO GUATTA
Si distraggono masticando fiammiferi con capocchie in fiamme. Sbottare a ridere, a piangere. 2007
Un disegno su carta mm.120×180 (dalla serie di sei)

GIULIANO GUATTA
Si distraggono masticando fiammiferi con capocchie in fiamme. Sbottare a ridere, a piangere. 2007
Un disegno su carta mm.120×180 (dalla serie di sei)

ANDREA MASOTTO
Sinapsi 2006
carboncino
foglio mm. 500×350

ANDREA MASOTTO
Stampi 2007
piombo
misure variabili

ANGELO SPINA
Apocatastasi 2007 – La certezza di avere fallito
Elaborazione digitale
Carta fotografica colori satinata su forex mm. 350 x 500

ANGELO SPINA
Apocatastasi 2007 – La certezza di avere fallito
Elaborazione digitale
Carta fotografica colori satinata su forex mm. 350 x 500

DARIO LANZETTA
Conservo l’istinto del nuovo peccato 2006
Elaborazione digitale
Stampa plotter su carta
mm. 450×320

DARIO LANZETTA
Tornerai indietro quando girerà la corrente? 2006
Elaborazione digitale
Stampa plotter su carta
mm. 450×320

PORTESE del GARDA
made in italy
Autostoricizzazione 1974
prototipo dell’adesivo
colori acrilici su tela
Nella sua visione onnivora dell’arte e del sistema da cui era prodotta, in quell’enclave dell’effetto dadaista che furono gli
G.A.C. è sempre stato un caso speciale, sospeso a volo radente sui gangli vitali del sistema, ne ha fagocitato tutte le tendenze
Giovani entusiasti si mettono a sua disposizione. A partire dal 1975, in collaborazione con Ken Damy, documenta le sue
Nell’Ottantadue nascono le prime produzioni, con l’impegno tecnico e registico di Alessandro Mendini e Pierangela
La pagina dell’enciclopedia, come elemento personale che usa i metodi codificati delle digressioni storiche,
G.A.C. autore istrionico e sciamanico, fornisce una prova da attore consumato esibendosi anche in gag esilaranti.
Piero Cavellini
Dalla pagina dell’enciclopedia 1975
scrittura su tela emulsionata
mm 2400×1210

Les maitres de la peinture 1972
serigrafia a colori
matrice mm. 520×410
foglio mm. 600×500
Mail Art: operazione andata e ritorno 1987
stampati e adesivi su busta aperta
mm 900×450 circa
Impronta 1962
china su cartoncino telato
mm 290×360
Manichino e Albero
utilizzati in performance negli anni ‘70-‘80
sullo sfondo: Wolf Vostell: progetto di un museo drive-in Cavellini 2014
foto B/N e monitor tv
due fotografie di Balletti/Soncina
tre frames da One day in the life of a genius 1982, video, durata 7’05’’


PORTESEdel GARDA
made in italy








PORTESEdel GARDA
made in italy

De Portesio 2006: Corpo Urbano, mostra di grafica d’arte Agosto 2006
Nella prestigioso Palazzo Cominelli a Cisano di San Felice del Benaco (BS)
Con rinnovato entusiasmo il gruppo culturale De Portesio si accinge a invitarLa alla manifestazione di grafica d’arte di quest’anno, che si terrà presso la prestigiosa sede del Palazzo Cominelli di Cisano, San Felice del Benaco (BS). Il tema dell’esposizione "De Portesio 2006 – Corpo Urbano: mostra di grafica" si pone in una prospettiva di continuità e approfondimento con il soggetto dell’evento dello scorso anno "De Portesio 2005: Città Ideale, Città Irreale".
L’edizione precedente poneva la messa a fuoco sulla visione e sull’interpretazione del paesaggio urbano nelle diverse poetiche degli artisti invitati. Nell’evento di quest’anno verrà posto l’accento sul rapporto indotto dall’urbanizzazione moderna e contemporanea tra la processualità spazio-temporale dell’organismo città e la corporeità umana.
Il confronto vuole proporre il pulsare raziocinante e spesso accelerato della convivenza e della condivisione dello spazio progettato in relazione con le organicità emotive, magiche e private dell’individuo. L’esposizione si propone di partecipare alla registrazione dei cambiamenti segnalati e rilevati dalla sensibilità, intima e partecipata al contempo, dello sguardo degli artisti su di sè e sul tessuto urbano.
Il piccolo borgo medievale di Cisano, restaurato negli anni novanta, propone la sua aurea di trasognato progresso conservativo, di sogno tangibile del "a misura d’uomo" come sfondo di una lettura critica e attenta alle odificazioni imposte a chi abita le quotidiane economie della città.
Location: Palazzo Fondazione Cominelli, Cisano di San Felice del Benaco (BS)_Periodo di svolgimento: dal 25 Agosto al 13 settembre 2006_Inaugurazione: 25 agosto 2006 alle h 18,30_Aperto dalle h 18 alle 22, chiuso lunedì_A cura di Alberto Balletti.
Testi in catalogo:
Cinzia Bigliosi, critica letteraria, docente di Filosofia delle Arti all’Università IUAV (VE)_Dario Apollonio, Architetto, Storico dell’Architettura, Docente di L.UN.A (BO)_Allestimento e cura catalogo: Gruppo De Portesio
Elenco artisti 2006: AMATO MARIA AGATA, ANGELINI ALESSANDRA, BALDELLI ELENA, BALLARINO GIUSY, BENEDETTI MARIO, BIGIO ERICA, BORDIN MANUELA, CASTRO IGNAZIO, CHIARELLA ELISA, CIUNOWICZ BEATA ANNA, DE PONTI LAURA, DIANA PIETRO, ELVIERI VLADIMIRO, EPIS BENEDETTA, FAVA CLEMENTE, FERRARA DIANA, FIDOLINI MARCO, FIORESE CINZIA, FUSI CARLA, GABARDI SILVIA, GARCON GERALDINE, GARIBALDI EIRIKSSON EINAR, GUATTA GIULIANO, IANNELLO GIUSEPPE, KAORI MIYAYAMA, LOCATELLI ALESSANDRA, MARTINI MATTEO, MAZZOLENI SILVIA, MELOTTI FAUSTO, MERCANDETTI FABIOLA, MILLUZZO ALFIO, MINOTTO RAFFAELE, MOLENA ELENA, MURASECCHI GIANLUCA, OCCHIPINTI ANGELA, PANNO LAURA,l PECORARO TONI, PELLICANI ROSANNA, PIETRANGELI MARCELLO, RAMA KAROL, SCIACCA GIUSEPPE, TONI CHIARA, TURRIA GIOVANNI, VELAQUEZ RAUL, VIAN GIORGIA
Iniziativa organizzata dal Comune di San Felice del Benaco (BS) con il patrocinio di:
Regione Lombardia – Culture, Identità e Autonomie della Lombardia_Provincia di Brescia_Comunità del Garda_Accademia BB.AA. di Brera (MI)_Accademia BB.AA. di Bologna_Accademia BB.AA. di Venezia_Accademia BB.AA. di Urbino_Accademia BB.AA. di Catania_Accademia BB.AA. di Catanzaro_Accademia BB.AA. di Perugia_L.UN.A. Libera Università delle Arti
CINEFORUM FELICIANO_Corpo Urbano: Shortvideo Convention
Nelle serate del 25/26/27 agosto all’interno del cortile a lago di Palazzo Cominelli, sarà ospitata la Shortvideo Convention anch’essa all’insegna del "Corpo Urbano": verranno proiettati oltre ottanta video di giovani videomaker delle Accademie di Belle Arti di Milano, Venezia, Catania e Perugia.
Fino al 13 settembre, negli orari di apertura della Fondazione, la proiezione dei video verrà riproposta ciclicamente nella sala conferenze.
25 Agosto ore 21.30
MILANO a cura di Bruno Muzzolini:
Alessandra Arno ‘S.O.S., 2004; Alessandro Mancassola e Barbara Ceriani Basilico Fantasia 2005, W la foca 2006, Barry Lindon 2005, Anteprima collezione primavera/estate 2008 2006; Alice Conoscente Alice delle scale, 2006; Brechtje Van Bell, Arevik Arabian Chica boom 2006; Daniele Carpi Brevi, 4 video, 2005; Forza e Cavrini Classical duo, 2006; Francesco Franco Francuf, 2006; Terni Francesco Forbici, 2006; Irene Dalla Pozza Io ballo da solo 2006; Ivan Manuppelli Mele in marmellata di mele 2006, Puppet show 2006; Jessica Russo Vivere, 2006, Love tetris,2006, Rithm girl, 2006; Kang Jang-Won Hight School Rock and Roll, 2005, Party time 2005; Luca Bolognesi Pinocchio, 2006, Televendita, 2006; Jessica Mordo Senza titolo, 2006; Nemanja Nikolic Sportello Interattivo Ufficio Immigrazione (diritto di essere permesso), 2006, Senz’altro, 2006; Petrit Halilaj Satellide 2006; Samantha Cucchi Lilith’s life _ chapter one: she breathes, 2006, Come inside 2006; Samuele Belloni I love you 5, 2006, I love you 4, 2006, I love you 3, 2006; Saverio Tonoli Chipata-Lusaka, 2006, Canal muerto, 2006.
VENEZIA a cura di Veronica Maffizzioli e Umberto Soncina:
Marco Donnarumma Risveglio n. 1, 2005; Martina Puntin e Natascha Zamolo Water and stone, 2005; Elisa Frasinetti Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile, 2005 ; Chiara Doria, Marta Favero, Marco Duse e Francesco Filippi Marghera, giardino industriale, 2006; Giacomo Mantovani Fame, 2004; Dedalo, 2004; 2006, 2004; Nicola Scarpelli Scientific Sun, 2004; Mestrestrém, 2004; La danza chimica, 2004.
26 Agosto ore 21,30 CATANIA a cura di Roberta Baldaro:
Alarm (Massimo Barbini, Alessandro Spartà, Luca Andolina) Uno sguardo dal ponte, 2005; Caterina Anastasi, Francesca Privitera, Deborah Minatola Creazione e distruzione, 2005; Maria Arena Catania city blues, 2001 03′38"; Confine, 2006; Filippo Arlotta Animation, 2005; Roberta Baldaro Sottomissionedamore, 2006; Carmen Cardillo Good buy, 2005; Carmen Cardillo e Loredana Catania Luogo provvisorio, 2005; Tiziana Contino Plastic waters, 2005; Il sangue di bacco, 2005; Identita’ alienante, 2006; Anna Maria D’Agati Mi rifiuto, 2005; Daniele Denaro Babele 2004, 2004; U.S.A. o le 120 giornate di sodoma, 2005; Il giorno della festa, 2005; Claudia Gambadoro Box, 2005; Hana Higueras Acqua, 2005; Adriana Harej Conto le pecore, 2005; Non posso fare quello che voglio, 2005; Adriana Maccarrone Il cammino della vita, 2004; Le cose girano, 2005; Pedem, 2006; Giuliano Severini e Marco Condorelli Cezanne, 2005; Angelo Spina Apocatastasi, 2003; Larva sparuta, 2004; Legami di protezione, 2006, Valentina Oddo Heart beet, 2006, Collettivo Carrubo Homomini 2003.
PERUGIA a cura di Massimo Rossi:
Herik Hill Rent, 2003; Sonia Ben Salah Senza titolo, 2005; Maria Calvaresi e Dania Gentili Titolo, 2005; Andrea Ilieschi Sity, 2004; Carlotta Marzi Senza titolo, 2004; Aimone Marziali e Michele Santi Mechanical love, 2005; Emmanuelle Poiter La vie en…, 2005; Paolo Pezzillo Teorema, 2005; Mara Ricci C’era una volta un uomo, 2004; Massimo Rossi Hdemia mon amour I, 2004; Hdemia mon amour II, 2006; Somewhere, 2006; Jacopo Tittarelli Ragga vox, 2005._
Il Cineforum Cinit Feliciano ospiterà il 9 settembre alle h 21,30 una straordinaria serata di danza contemporanea abbinata alla videoart: Umpalumpa ProdAction con la videoperformance Neon del 2005
Il Cineforum Cinit Feliciano ospiterà il 9 settembre alle h 21,30 una straordinaria serata di danza contemporanea abbinata alla videoart: Umpalumpa ProdAction con la videoperformance Neon del 2005













PORTESE del GARDA
made in italy


a cura di Alberto Balletti
testi di:
Alberto Balletti
Dario Apollonio
Cinzia Bigliosi
Marina Guarneri
Simone Zuin
apparati:
Ludovica Danieli
Rocco Di Mento
Marina Guarneri
foto:
Alberto Balletti
editing:
Alberto Balletti
Allestimento mostra:
Gruppo De Portesio
Allestimento video
Cineforum Cinit Feliciano
foto in copertina: Elena Molena, Innocenti visioni, 2006
foto in retrocopertina: Laura Panno, Senza Titolo, 1996

MARIA AGATA AMATO
Asfalto rovente 2006
Acquaforte, Acquatinta su zinco
Matrice mm. 495 x 295
Foglio nero mm. 700×500
colori

ALESSANDRA ANGELINI
Senza Titolo 2005
Puntasecca
n. 2 matrici mm. 444 x 230
Foglio mm.
Colore nero

ELENA BALDELLI
Senza titolo 2006
Stampa alta
Matrice mm. 700 x 1000
Foglio mm.
Colore nero

GIUSY BALLARINO
L’anima quasi lignea 2006
Tecnica mista
n. 2 matrici mm. 230 x 250
Foglio mm.
Colore nero

MARIO BENEDETTI
Senza titolo 2003
Acquaforte, acquatinta, carborundum,
ossidazione naturale e puntasecca su ferro
n. 2 matrici mm. 495 x 260 e mm. 495 x 350
Foglio mm. 700×500
Colore nero

ERICA BIGIO
Percorsi 2006
Xilografia su MDF
Matrice mm. 500 x 500
Foglio mm. 1000×700
Colori

MANUELA BORDIN
Charing Cross Bridge 1996
Acquaforte, carborundum
Matrice mm. 182 x 139
Foglio mm. 200×250
colore nero

IGNAZIO CASTRO
Senza titolo 2006
Linoleumgrafia
Matrice mm. 280 x 415
Foglio mm. 500×700
P. di A.
colore nero

ELISA CHIARELLA
Profumi III 2006
Xilografia su MDF
n. 2 matrici mm. 500 x 498
Foglio mm.
Colori

BEATA ANNA CIUNOWICZ
Mediolan 2006
Xilografia di filo, stampa alta, puntasecca
n. 2 matrici diametro mm. 80
Foglio mm.
Colori

LAURA DE PONTI
No more step on earth 2006
Stampa Alta
Matrice mm. 1000 x 700
Foglio mm.
Colore nero

PIETRO DIANA
Ataba-belenor 2000
Acquaforte su rame
Matrice mm. 240 x 200
Foglio 500×350
9/50
Colore nero

VLADIMIRO ELVIERI
Anamorfosi nella città 2006
Maniera nera, morsure, collografia su ferro
N. 3 matrici mm. 300 x 420
Foglio nero mm. 500×700
colori

BENEDETTA EPIS
Rilievi 2006
Acquaforte
Matrice mm. 645 x 837
Foglio mm.
Colore nero

DIANA FERRARA
Calma apparente 2007
Bulino
Matrice mm. 200×495
Foglio mm. 500×700
colore nero

CINZIA FIORESE
Meta morfosi 2005
Puntasecca meccanica, xilografia, stampa a secco
N.2 matrici, misura variabile
Foglio mm. 700×500
colori

CARLA FUSI
In piscina 2000
Acquaforte
N. 6 matrici mm. 247×530
Foglio mm. 500×700
Colore nero

SILVIA GABARDI
Gabbie emozionali 2006
Litografia con calcografia su zinco
Matrice mm. 336 x 490
Foglio mm. 700×500
Colori

EINAR GARIBALDI EIRIKSSON
Grand Tour 2006
Blistografia
N. 9 tele mm.140 x 180
colori

GERALDINE GARCON
Le canal 2003
Acquaforte, Acquatinta
Matrice mm. 150 x 400
Foglio mm.
Colore nero

GIULIANO GUATTA
Passanti 2006
Puntasecca su zinco
Matrice 100×150
Foglio mm. 450 x 350
P. di A.
Colore nero

ALESSANDRA LOCATELLI
Omnes Superne 2006
Cera molle su zinco
Matrice mm. 785 x 645
Foglio mm. 1000×750
colore nero

MATTEO MARTINI
Senza titolo 2005
Acquatinta
Matrice mm. 175 x 175
Foglio mm. 250×250
2/5
Colore blu-nero

SILVIA MAZZOLENI
Senza Titolo 2006
Xilografia
Matrice mm. 925 x 500
Foglio nero 1000×500
Colore nero

FABIOLA MERCANDETTI
Folter 1999
Acquaforte e maniera allo zucchero su zinco
Matrice mm. 165 x 295
Foglio mm. 500×350
Colore nero

ALFIO MILLUZZO
Senza Titolo 2006
Acquatinta
Matrice mm. 180 x 237
Foglio mm. 500×350
P. di A.
Colore nero

RAFFAELE MINOTTO
La nascita di venere 2005
Acquaforte su zinco
Matrice mm. 295 x 380
Foglio mm. 500×350
Colore nero

MIYAYAMA KAORI
Sull’acqua 2005
Acquaforte e acquatinta
Matrice mm. 140 x 100
Foglio mm. 350×250
P. di A.
Colore nero

ELENA MOLENA
Innocenti trame 2006
Vernice molle, acquaforte, acquatinta, fondino tipografico trasparente
N. 2 matrici mm. 318 x 251
Foglio 700×500
P. di A.
Colore nero

GIANLUCA MURASECCHI
Luoghi geometrici 2005/06
Linoleumgrafia
N. 2 matrici mm. 480 x 30
Foglio oro 700×500
Colore nero

ANGELA OCCHIPINTI
Nel mio cielo interiore
Acquaforte, acquatinta
Matrice mm. 330 x 330
Foglio mm. 500×500
Colore blu

TONI PECORARO
Rimini, Tempio Malatestiano 2003
Acquaforte, Acquatinta, cera molle
Matrice mm. 537 x 365
Foglio mm. 700×500
Colore nero

ROSANNA PELLICANI
Putrefazio 2006
Acquaforte, Acquatinta
Matrice mm. 495 x 320
Foglio mm.
Colore nero

MARCELLO PIETRANGELI
Cellule o celle? 2006
Xilografia reiterata
Matrice mm. 600 x 200
Foglio grigio mm. 700×500
Colore nero

GIUSEPPE SCIACCA
Figura nel paesaggio 2004
Acquaforte, acquatinta 2004
Matrice mm. 290×340
Foglio mm. 500×700
P. di A.
Colore nero

CHIARA TONI
Labirinto privato due 2006
Puntasecca su plexiglas
Matrice mm. 350 x 500
Foglio nero mm.500×700
Colore bianco

GIOVANNI TURRIA
Invisible concern 2005
Cera molle, puntasecca
Matrice mm. 322 x 397
Foglio 500×620
3/30
Colore nero

RAOUL VELASCO
Quelques dechets 2006
Tecnica mista
Matrice mm. 580 x 640 c.a.
Foglio mm.
Colore nero

GIORGIA VIAN
Senza titolo 2006
Stampa a secco
Matrice variabile
Foglio 500×700

PORTESE del GARDA
made in italy

foto di copertina: Ausilia Scalvinoni, “In un’altra città” 2005 Alberto Balletti, “Linee di città ideali” 2005







GUIDO DEL FUNGO Senza Titolo 1998 Acquatinta Matrice mm. 390×230 Foglio mm. 700×500 10/10 Colore nero









































































PORTESE del GARDA
made in italy


Riproduzione del logo di Bartholomeo Zane De Portesio
la matrice è stata realizzata per essere poi stampata durante le serate di dimostrazione di stampa.
Xilografia

Riproduzione dell’icona di San Bartolomeo spesso stampata da Bartholomeo Zane De Portesio sul colophon dei sui libri
La matrice è stata realizzata per essere poi stampata durante le serate di dimostrazione di stampa.
Xilografia

ALBERTO BALLETTI
Senza Titolo 2004
Acquaforte, acquatinta su zinco
Matrice mm. 315×240
Foglio mm.700×500
09/20
opera stampata nelle serate di dimostrazione delle techiche di incisione e stampa d’arte

ALBERTO BALLETTI
Senza Titolo 2004
Acquaforte, acquatinta su zinco
Matrice mm. 315×240
Foglio mm.700×500
09/20
opera stampata nelle serate di dimostrazione delle techiche di incisione e stampa d’arte

Giuliano Guatta
Streghetta 2004
puntasecca
P. di A.
opera realizzata nelle serate di dimostrazione delle techiche di incisione e stampa d’arte

Agostino De Micheli
Senza titolo, 2000
frese su acciaio
P. di A.
opera stampata nelle serate di dimostrazione delle techiche di incisione e stampa d’arte

BRUNO MUZZOLINI
Trappola per occhi 2004
puntasecca
Matrice ottone mm.
Foglio mm. 700×500
P. di A.
opera stampata nelle serate di dimostrazione delle techiche di incisione e stampa d’arte

BRUNO MUZZOLINI
Trappola per occhi 2004
Impressione da fotocopia con trielina
Foglio mm. 420×300
P. di A.
opera stampata nelle serate di dimostrazione delle techiche di incisione e stampa d’arte

PORTESE del GARDA
made in italy

Il Gruppo culturale De Portesio, nasce nel dicembre del 2003 a seguito di alcune ricerche sulla storia dell’incisione condotte dal Prof. Alberto Balletti nell’ambito della propria attività di artista incisore e dalla Dott.ssa Marina Guarneri, esperta e coraggiosa biografa dei confini, affiancati da un gruppo di amici cultori di diverse discipline e amanti del lago di Garda. L’interesse per la vita e le opere di Bartholomeo Zane De Portesio, nato a Portese frazione di San Felice del Benaco (BS), noto stampatore della Repubblica Veneta, è il volano ideale e storico delle attività del gruppo. Dopo una intensa attività come incisore di caratteri mobili e stampatore di preziosissimi libri nella sua bottega veneziana, egli fu richiamato al suo paese natale e incaricato della Serenissima Repubblica di intagliare e stampare gli Statuti Civili e Criminali delle Quadre Benacensi (circa dall’ottobre del 1489). Sul lago si trovavano acqua in abbondanza, condizione ideale per la produzione della carta, elemento essenziale per l’arte della stampa, e una terra di confine e passaggio dal nord, che necessitava di norme adeguate.

Portese del Garda
made in italy
Dal 2003 il Gruppo ha organizzato diverse manifestazioni culturali nel paese di San Felice e in altre località.
contatto: deportesio04@gmail.com
brotherhood web: www.albertoballetti.com