
a cura di Alberto Balletti
testi di:
Alberto Balletti
Dario Apollonio
Marina Guarneri
Anne Guérin
Giacomo Turolla
Piero Cavellini
Veronica Maffizzoli
Umberto Soncina
Simone Zuin
apparati:
Ludovica Danieli
Marina Guarneri
editing:
Giovanni Castagnoli
Redazione:
Enrico Dal Forno
foto:
Alberto Balletti
webmaster:
Dario Apollonio
Allestimento mostra:
Gruppo De Portesio
Allestimento video
Cineforum Cinit Feliciano
immagini in copertina: Stéphane Léger, "Série #2, Figure_Mouve, 2007
«Ho conficcato le mie unghie
Nella carne del destino
E ho azzannato, lacerato, divelto
Fino a farmi sanguinare le mani
Perché sono mani le mie mani
Calpestare ogni giorno un nervo scoperto
È mia natura.»
G.B., 2007
«Perché sono mani le mie mani». Quelle mani che incidono su rame o zinco, reggono una telecamera, una fotocamera digitale
Crinali d’onda sui confini, camminati a piedi nudi, mentre ci si chiede "chi è reo?", "dov’è il corpo/reo?".
Da queste aperte finestre ogni mattina "ascoltiamo l’alba e la sera il tramonto e tutto il rumore che fa" e preferiamo non
Rubiamo le bacche di mirto per le nostre cene d’inverno fra la terra e l’acqua. I boschi, gli ulivi centenari delle nostre colline.
Ai cittadini vogliamo far riascoltare i suoi versi, facendolo uscire dalla torre, fosse anche per una sola notte, come il principe
Marina Guarneri per il Gruppo De Portesio
1. JEAN-LUC NANCY, Corpus, Cronopio, 2004

Roger Vieillard fu una personalità sorprendente del suo secolo: allo stesso tempo incisore senza pari, bulinista tra i maggiori
Imbevuto di cultura classica, segnato dai grandi movimenti del suo secolo (Surrealismo e Astrattismo) fece
A partire dagli anni Sessanta, Roger Vieillard fece dell’incisione una stele unica, stampando la lastra direttamente su
Il corpus delle sue incisioni testimonia un vero e proprio atto di fede per quell’arte che gli valse di entrare a far parte dell’Académie
«Sappiamo dove l’uso di una tecnica si eleva alla dignità di Arte: quando conduce, tramite la metamorfosi del soggetto,
Roger Vieillard, il bulinista, non ebbe altra missione.
Anne Guérin
Traduzione di Giacomo Turolla
1. ROGER VIEILLARD, «Vieillard», Chefs-d’oeuvre de l’art, n°59, Paris, librairie, 1964, p. 111
2. JEAN TARDIEU, «Vieillard et ses reliefs gravés», Les portes de toile, Paris, Gallimard, 1969, p. 122
3. ROGER VIEILLARD, estratto dalla prolusione all’Académie des Beaux Arts, novembre 1969

Jours Pétrifiés 1943-1944
Poèmes de Jean Tardieu, Burin de Roger Vieillard
Librerie Gallimard NRF, Paris 1947
sotto:
Jours Pétrifiés 1943-1944, bulino
Sei fogli autografi non rilegati
Matrici mm 190×120, fogli mm 345×225







S.T, disegno preparatorio matita e inchiostro
foglio mm 205×135
inedito

Autoportrait Roger Vieillard 1978, bulino
matrice mm 195×145, foglio mm 320×245

Le Poète Jean Tardieu 1979, bulino
matrice mm 215×243, foglio mm 290×395

Elémentes 1957, bulino
matrice mm 270×210, foglio mm 423×345

L’an neuf 1988, bulino
matrice mm 150×80, foglio mm 230×135

PORTESE del GARDA
made in italy

di Alberto Balletti
«Lo scrivere non è semplicemente comunicare, trasporre o tradurre qualcosa che esisterebbe a priori nello scrivente, ma seguire, attrarre, distrarre, dislocare, cancellare, riprendere ciò che potremmo definire forse un materiale informe che si chiarisce, si compone, nel suo stesso farsi, "durante", fino a un risultato che è esso stesso una scelta, tanto casuale quanto soggettiva, fra altre scelte possibili…»
Roberto Sanesi 1975
Scrivo da artista.
L’artista è un vuoto incolmabile, il calco di una persona qualsiasi, il rivestimento, l’impronta. La replica originale. La firma di un assegno in bianco, scoperto. Come riporre in queste mie parole fiducia, se inizio smentendo?
A rebours! Bisogna essere disposti a espirare senza inspirare. Il solo modo di credere in un artista è amare il suo vuoto, la sua assenza. Egli "non è", e fa di tutto per non essere nemmeno l’essere. Sparire per lasciar apparire. Moltiplicare per rendere unico l’esemplare. Utopia del singolo diffuso, autografo apocrifo. Oblio recitato a memoria.
Operatore dell’inoperabile guasto del gusto. Non c’è dolo nella fabbrica degli specchi e, se il minotauro ucciderà se stesso, il suo suicidio non sarà imputabile al fabbricante di vetri riflettenti. Non è l’arte che muore, ma solo chi sfugge alla sua trappola. Strano tipo di trappola, una tagliola ospitale dove tutto è il doppio, l’altro da sè. E l’artista che parla, svela, espone e accoglie, fuori da sè, ride della sua eccezione. Ma solo quando il suo lavoro è compiuto, affidato a tutti, egli ride. Solo allora. In questo mio scrivere, reo di incarnarmi in panni che non dovevo vestire, mi ritaglio una parte da critico e curatore che vìola le regole. E parlo da artista per mettere a fuoco un percorso utile a districarsi attorno al senso del fare arte, nell’ottica della decodificazione del suo prodotto "inutile". Dalla stravaganza di questa mia posizione offro un grimaldello possibile tra cultura e critica estetica. Corpo/Reo – De Portesio 2007 propone, proprio nell’eterogeneità degli artisti invitati, una possibile apertura, un’indicazione di percorso: quello degli incisori – che propugnano la tradizione delle tecniche delle stamperie – vicino a quello dei fotografi e, su questi passi, verso l’arte interattiva, fino al video digitale. Ma ciò che appare forzato oggi, domani sarà libera scelta. Ora, ritenere che non si possa trascendere dai mezzi di comunicazione massivi e digitalizzati, proteggendosi in un "a prescindere" che depenalizzi la scelta del mezzo usato per esprimersi, rimane certo libero arbitrio. La scelta del media tecnologico – nonostante quello tradizionale valga ancora – necessita dell’abilità dell’artista per illuminarlo di nuovo; e il primo strumento è l’autocertificazione di responsabilità che tale scelta implica. La dimensione etica dell’arte è imperitura. Senza qui elencare i loro nomi, abbiamo riprodotto nella prima parte di questo catalogo le opere di artisti che
credono nelle tecniche segniche della grafica d’arte. Nella seconda parte le opere di artisti più giovani che si confrontano con i liguaggi digitali. Per concludere, la terza sezione, dedicata ai video prodotti da studenti delle accademie di Belle
Arti e scuole di Cinema. Le tre sezioni del catalogo sono diaframmate da due omaggi: a Roger Vieillard, bulinista che attraversa tutta l’esperienza incisoria francese (Atelier 17) e Guglielmo Achille Cavellini, eclettico trans-navigatore di linguaggi della seconda metà del secolo scorso.
La relazione moderna dei linguaggi artistici, con le tecniche di riproduzione di esemplari multipli – dai caratteri mobili all’analogico, dalla banda magnetica al DVD – nell’impulso espressivo che le tecnologie hanno sempre apportato alla semantica artistica, rientra nella libera scelta degli strumenti che l’artista individua e fa suoi; nell’assolvimento di un’opera che sente impellente, e che, nella realtà del quotidiano in unica copia, regala ai cittadini del mondo, senza la sicurezza di un uso pratico o immediato. L’artista, spesso non dichiarandolo per questioni di "immagine", affronta il doppio: della tradizione e della contemporaneità. Sia quando si schiera per l’una come per l’altra, di frequente omette il percorso formativo con cui l’"ultima novità" delle scienze tecnologiche viene trasfomata in tecnica d’arte grazie all’interiorizzazione del potenziale ancora inesplo rato. L’artista svela, aggiungendo al vagare vacuo della vita la sua fede al segno alienato. Per questo vi invito a condividere l’opera d’arte nell’illogicità egoica apparente e tranquilla dell’artista, così come lui stesso la vede: nel suo tentativo di essere multiplo, una specie di anti-clone, mai replicante, come una cosa che asserisce di suo in primis, moltiplicando, nel rispetto della fonte, un oggetto edulcorato che comunica qualcosa che potrà adattarsi agli eventi, ma non si assoggetterà a nessun ordine. Rileggendo ciò che le innovazioni tecnologiche apportano costantemente al potenziale espressivo dell’essere umano, potremo trovare il grimaldello per scassinare e svelare il doppio significare dell’opera. L’opera non chiede condivisione. Propone. Questo primo passo ci connette a un parallelo modo di intendere e contendere che sottostà ancora alle antiche leggi della logica, senza anacronisticamente rifiutare la dimensione overlapping (multistrato) del contemporaneo. In questo secondo passaggio vorrei sbaragliare l’idea convenzionale ed esausta del concetto di copia. L’opera diversamente ci interroga e il mutiplo per antonomasia moltiplica, non copia: è esemplare. Vale la pena di accettare le idee che tutte le opere d’arte avanzano, nella loro dichiarata originarietà, oltre la riproducibilità tecnica. Fuori dai vincoli dei luoghi stereotipati ove recitiamo la nostra lasciata o perduta identicità ripiena di scarti.
Lo snodo della qualità è supremo e difficile. Solo il tempo decide per noi, oltre le mode. Lo si può tra-guardare nelle opere di questa mostra in una prospettiva di attraversamento della tradizione, nella molteplicità dei significati di cui è intrisa. Oserei dire finalmente liberi, di nuovo saltimbanchi dell’intelligenza. Preferisco ammettere il danno. L’uomo d’oggi, figlio del crollo della personalità monolitica del sapere, è messo in crisi dai nuovi mezzi di comunicazione e di elaborazione dei dati a grande distanza in tempo reale, che proprio nella logica dell’audiovisivo ha dato luogo a una profonda frattura nell’ereditarietà
La tradizione richiedeva una sequenza discorsiva basata sul ragionamento analitico, ma questa stessa sequenzialità viene minata dall’apparire dell’immagine in movimento, che, ricorrendo all’icona sintetica, esalta il momento emotivo immediato, nell’intuizione pura. Rischiando così di esporre a uno straordinario effetto ipnotico l’utente-spettatore. I giovani artisti lavorano in laboratori dove l’arte è meticcia, perchè sanno che i frutti puri impazziscono. Possibilità multiple, ricche, anche contraddittorie, si offrono oggi al singolo al di sopra e al di là dei vincoli del principio di non contraddizione. È caduta la cesura, tradizionale e invalicabile, tra realtà attuale e realtà virtuale: di questo possiamo solo prendere atto. E sarebbe ora di approfittare dei progetti artistici che lo rivelano in modo adamantino. Il pezzo d’arte scompone la certezza in
microfibre da ricontrollare. Questo è il messaggio. È necessario un moto oppositivo e di resistenza tale da rendere l’individuo, già multiplo di sè stesso nella realtà virtuale, re-incontrabile, ospitabile. Necessitiamo di un appuntamento reiterato perchè perdibile. In aggetto. Dove, dopo essere stato esposto al processo mediatico, il nostro veicolo irrorato e pulsante, il nostro corpo/reo, non definitivamente sgretolato, ma arricchito da uno specchio vergine, di nuovo, come Narciso, annegabile a sé, possa toccarsi. L’arte bifronte specchiandoci annega l’ombra di noi stessi.
Non mi spaventa se fra le righe si potrà leggere un’inclinazione alla "riduzione del danno". Io amo gli angoli dei muri smussati dal vento e dai camion che li forzano, così come amo i solchi sulla pelle, che rievocano le più care pagine della nostra effimera presenza segnata sul registro dell’unica volta che ci è dato di vivere. Autoritratti "alla faccia" di noi stessi, nei nostri singolari corpi generati come unici oggetti irriciclabili. Lasciamo solo qualche chilo di residuo biodegradabile assieme a un intricato senso attribuibile. Io amo l’utopia del multiplo: a ogni impressione un numero originale. Liberi da tatuaggi, liberi di arrugarci. Ripetuti e ripetibili come incisi all’immortale. Siamo solo solchi, ingordi di anoressia.
Incidere oggi è ancora "fare" e non lo è per voluttà, non provoca emorragia, provoca e basta. Avoca alla mano la reale presa che non si vuole far sfuggire nell’effimero. Il metallo della matrice registra il soffio della sfinitezza, mentre il DVD non trascura le nostre perplessità. I supporti scelti dagli artisti registrano il silenzio. L’arte sopravvive eternamente a sé stessa impennandosi nell’esemplare multiplo. Contraddicendosi.
Alberto Balletti

a cura di Alberto Balletti
testi di:
Alberto Balletti
Dario Apollonio
Marina Guarneri
Anne Guérin
Giacomo Turolla
Piero Cavellini
Veronica Maffizzoli
Umberto Soncina
Simone Zuin
apparati:
Ludovica Danieli
Marina Guarneri
editing:
Giovanni Castagnoli
Redazione:
Enrico Dal Forno
foto:
Alberto Balletti
webmaster:
Dario Apollonio
Allestimento mostra:
Gruppo De Portesio
Allestimento video
Cineforum Cinit Feliciano
immagini in copertina: Stéphane Léger, "Série #2, Figure_Mouve, 2007
di Dario Apollonio
Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo.
Nel poderoso dibattito rinascimentale sulla dottrina e sulle estetiche possibili, riformiste e poi controriformiste cattoliche e non, queste parole, di per sè impressionanti e assolute, hanno determinato la ricerca di immagini non corruttibili, dipendenti dalla combinazione del corpo e della scena originari contemporaneamente dalla parola.
Il Concilio di Trento sancisce con queste parole il dogma della trasustanziazione: con Cristo il corpo – non più corrotto e corruttibile, non più (corpo)reo di chissà quali colpe – entra nella parola.1
Sbirciare a volte al di là dei confini del "pensiero debole" ci permette una molteplicità di sguardi, senza per questo trasgredire troppe regole. Da poco era stata inventata la magia della stampa a caratteri mobili su carta, attribuita al tedesco Johann Gutenberg,seppure sia probabile che già i cinesi utilizzassero in precedenza tecniche simili e che, contemporaneamente a Gutenberg,anche stampatori tedeschi, boemi, italiani e olandesi stessero lavorando nella stessa direzione. In ogni caso Gutenberg,in società con il banchiere Johann Fust e l’incisore Peter Schöffer, stampa tra il 1448 e il 1454 a Magonza il primolibro con questa tecnica. Si tratta di una Bibbia composta a 42 linee, che viene messa in vendita a Francoforte sul Meno nel 1455. L’interesse e la concentrazione su questi testi compongono una parte determinante della cultura di quegliintellettuali fra cui il nostro De Portesio.
Sebbene l’invenzione della stampa sia annoverabile fra le più importanti conquiste dell’umanità, a molti forse sfugge che anche in questo caso esistono, per così dire, lati negativi poco considerati. Nel pieno Umanesimo, alle soglie del’500 la cultura occidentale, e prima fra tutte quella italiana, perde buona parte dei propri documenti originali. L’avvento della stampa rende superflua la conservazione dei manoscritti e molti archivi e documenti "originali" vengono inesorabilmente eliminati. Non siamo innocenti. Mi viene da pensare "per fortuna!", parafrasando il titolo di uno scritto di Eugenio Battisti. L’Innocenza
La stampa quindi come arma che produce colpevoli.
La riedizione o riscrittura continua dei documenti è l’esercizio più frequentato dalle istituzioni, alle quali si sono opposte schiere di artisti/banditi che sin dal Rinascimento hanno imparato a camuffare le proprie attività in linguaggi criptici, a volte simbolici, a volte semplicemente geniali come quelli più recenti nel solco di Andy Warhol, dove l’opera supera in potenza criminale persino la pubblicità.
E dunque, come faremo a capire di più di questa storia di lago, dove intellettuali raffinatissimi si inventano contemporaneamente
E chi ci spiegherà chi erano Zuan Zenon e la sua compagna con lui mummificata – non importa ora se veri o falsi – per conservarne l’eccezionalità di corpi/rei, banditi come spesso accade per forza, o al contrario per scelta? Non parliamo
Non ho risposte naturalmente, ma tecniche di disseminazione di dubbi.
Un conforto notevole e una sorta di "autorizzazione a procedere" ce li fornisce la più recente critica storiografica e in particolare il metodo storico critico e la consapevolezza scientifica che ha generato negli ultimi decenni la tecnica della
I banditi del lago di Garda, come tutte le numerose vicende italiane e internazionali che ci restituiscono il corpo/reo della contrapposizione fra ordine costituito, regole e ribellione e/o malaffare, svicola da ogni possibile pretesa di ricostruzione storica attendibile. Ci piace assumere questo contesto storico quale metafora di una possibile interpretazione culturale "editabile" dal Gruppo De Portesio, nel senso di una utopica e volutamente spropositata raccolta di staffetta antica, corsa con meta non definita, necessaria alla riproposta artistica contemporanea.
Varrà la "pena" tentare prossimamente di re-interpretare, magari divertendosi, le vicende storiche che ci stanno suggestionando. In realtà alcuni ci hanno provato, anche se da punti di vista totalmente diversi, e fra questi è doveroso ricordare Giuseppe di Giovine con il suo Provveditori e Banditi della Magnifica Patria, ma prima ancora i vari saggi di G. Lonati e altri autori.4
Ma già in quegli anni irrompe, o meglio inizia ad essere a noi nota, una ridefinizione dei poteri internazionali, che coinvolgerà questo territorio in modo intenso e speciale. Le contrapposizioni fra Guelfi e Ghibellini inaugurano una serie di altalenanti dominazioni in cui gli attori principali saranno Venezia e Brescia, e sullo sfondo Milano e le sue alleanze interna zionali, ma anche gli abitanti della Riviera e in particolare quella classe semi-aristocratica e intellettuale dalle antiche tradizioni, progressivamente esautorata delle proprie condizioni socio-politiche. Una delle maggiori eccellenze del patrimonio
La sintesi di quel ramo del Concilio di Trento che per accademica e spiazzante coincidenza si svolse proprio nella sala in cui sto scrivendo questo pezzo, a Bologna nella mia università a Palazzo Sanuti-Bentivoglio- Bevilacqua, sancì il definitivo distacco da una porzione di passato che da lì in poi si andò pazientemente a eliminare. La cancellazione, per esempio, di una serie di archivi di curie coinvolte nei tribunali dell’Inquisizione, motivo per il quale non abbiamo documenti relativi a opere di prima grandezza quali l’Ultima cena di Leonardo in Santa Maria delle Grazie a Milano.
In quell’affresco però la frase è un’altra: “Qualcuno di voi mi tradirà”.
Ecco. Questo è lo sfondo in cui si cala la piccola storia bandita di Zuan Zenon. Storia da riscrivere e da sognare, possibilmente non da soli.
L’orizzonte digitale è lì che ci guarda, con tutte le sue "colpe", intriso com’è di pirateria globalizzata, ci ospita dentro una storia da riscrivere su rotte multiple nelle dimensioni post-euclidee oggi finalmente possibili.
D.A.
1. MARIO BOETTI, Il Corpo senza più sostanza ne materialità, www.transfinito.net
2. EUGENIO BATTISTI, L’innocenza è un delitto, in «Gran Bazaar» n. 8-9 agosto-settembre 1984, pp. 94-96
3. PAUL FEYERABEND, Contro Il metodo, Feltrinelli, 1975
4. Provveditori e Banditi nella Magnifica Patria di Giuseppe di Giovine, Sist. Bibl. Alto Garda, 1980
5. W. BENJAMIN, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Torino, Einaudi, 1966
6. GERMANO CELANT, Off Media, 1977

JEAN BAZAINE
Rouge 1976
litografia a piena pagina mm. 880×490
colori

JEAN BAZAINE
L’ombre la branche 1977
litografia a piena pagina mm. 410×310
Prova di stampa per l’edizione in 150 esemplari del libro d’artista omonimo
Stamperia d’Arte Adrien Maeght per le litografie
Tipografia Georges Girare per i testi di Jean Tardieu
ALBERTO BALLETTI
Oxysgene 2007
Acquaforte, acquatinta
trittico matrice centrale mm. 500×200
matrici laterali 400×310
Foglio mm. 760×1070
1/20
Colore nero

ALBERTO BALLETTI
Brinco e Cacciavite 2006
Acquaforte, acquatinta
Matrice mm. 400×310
Foglio mm. 680×530
11/20
Colore nero

SANDRO BRACCHITTA
Sedia rossa 2000
carborundum, puntasecca
matrice mm 830×590
foglio mm 1040×790
colori
ù
SANDRO BRACCHITTA
Sedia rossa 2003
carborundum, puntasecca, acido diretto
matrice mm 1300×100
foglio mm 1490×1040
colori
SANDRO BRACCHITTA
Attesa ciclica 2002
carborundum, puntasecca
matrice mm 800×700
foglio mm 1040×940
colori

ANDREA CARDONE
Sei piccole buste 1995
cera molle
Matrice mm. 670×440
Foglio mm. 870×620
Colori

ANDREA CARDONE
Impronta 1998
cera molle acquatinta su fondino e materici
Matrice mm. 485×320
Foglio mm. 660×450
Colori

ANNA CASER
Mirto di luna 1996
acquaforte su canapa
matrice mm. 485×320
foglio mm. 660×450
colori

ANNA CASER
Muto demonio 1996
acquaforte su canapa
matrice mm. 920×480
foglio mm. 1080×640
colori

GUGLIELMO ACHILLE CAVELLINI
Les maîtres de la peinture 1972
Serigrafia colori
Matrice mm. 520×410
Foglio mm. 600×500
Colori

VLADIMIRO ELVIERI
Lifting 2004
Puntasecca su plexiglas e ossidazione naturale su ferro
Matrice mm. 350×350
Foglio mm. 700×500
Colori

VLADIMIRO ELVIERI
L’urlo, 2004
Puntasecca su plexiglas e ossidazione naturale su ferro
Matrice mm. 350×350

SILVIA GABARDI
Gabbie emozionali 2006
Litografia con calcografia su zinco
Matrice mm. 336 x 490
Foglio mm. 700×500
Colori

SILVIA GABARDI
Gabbie emozionali 2006
Litografia con calcografia su zinco
Matrice mm. 336 x 490
Foglio mm. 700×500
Colori

SALVATORE LOVAGLIO
Corso d’acqua 2006
acquatinta, cera molle e carborundum
matrice mm. 890×1590
foglio mm. 1030×1830
colori

SALVATORE LOVAGLIO
Striscia di fuoco 2007
acquatinta e carborundum
matrice mm. 690×1400
foglio mm. 890×1640
colori

JOANNA MALECKA
Wictor 2006
serigrafia a piena pagina
foglio mm. 1230×1500
courtesy Museo Civico di Cremona, Ala Ponzone
JOANNA MALECKA
The End 2006
serigrafia a piena pagina
foglio mm. 1230×1500
courtesy Museo Civico di Cremona, Ala Ponzone

LANFRANCO QUADRIO
Canaio 2 2004
Bulino su rame
Matrice mm 171×120
Foglio mm 350×250
Colore nero

LANFRANCO QUADRIO
Trionfo muto di un cane 2006
Bulino su rame
Matrice mm 107×187
Foglio mm 250×350
Colore nero

LANFRANCO QUADRIO
Frammento 1 2006
Bulino su rame
Matrice mm 54×98
Foglio mm 250×350
Colore nero

ABDUALLAH SELIM
Città 2001
Puntasecca e ceramolle
Matrice mm. 850×2000
Foglio mm. 1030×2180
Colori

ABDUALLAH SELIM
Figura orizzontale 1997
Puntasecca
Matrice mm. 980×1900
Foglio mm. 780x 1680
colorer nero

RAFFAELLA ROBUSTELLI
Anime 3 1998
tecniche materiche, sabbie e fogli zincati su faesite
matrice mm. 835×500
foglio mm. 1000×700
colori

RAFFAELLA ROBUSTELLI
Anime 6 1998
tecniche materiche, sabbie e fogli zincati su faesite
matrice mm. 835×500
foglio mm. 1000×700
colori

CARLA SEMPREBON
Figura n.4 2004
acquatinta su zinco e puntasecca su plexiglass
Matrice mm. 980 x 670
Foglio mm. 1220 x 780
Colori

Figura n.2 2004
acquatinta su zinco e puntasecca su plexiglass
Matrice mm. 980 x 670
Foglio mm. 1220 x 780
Colori

RADEK SLANY
Dude in bodice 2005
gipsografia a piena pagina
mm.2100×750
Courtesy Museo Civico di Cremona Ala Ponzone
colori
RADEK SLANY
The Lider 2005
gipsografia a piena pagina
mm.2100×750
Courtesy Museo Civico di Cremona Ala Ponzone
colori

CHIARA TONI
Destini rubati 2003
Puntasecca su plexiglas
Matrice mm. 500 x350
Foglio mm. 700 x 500
Colori

CHIARA TONI
Pietrificata 2005
Puntasecca su plexiglas e acquaforte su zinco
Matrice mm. 500 x350
Foglio mm. 700 x 500
Colori

STEPHANE LEGER
Serie #2, Figure mouve 2007
Grafica vettoriale
Foglio 700×500
colori

UGO TONELLO
Meditazioni sull’identità 2004/06
grafite e carborcino su fogli A4

UGO TONELLO
Meditazioni sull’identità 2004/06
grafite e carborcino su fogli A4

UGO TONELLO
Meditazioni sull’identità 2004/06
grafite e carborcino su fogli A4

GIULIANO GUATTA
Si distraggono masticando fiammiferi con capocchie in fiamme. Sbottare a ridere, a piangere. 2007
Un disegno su carta mm.120×180 (dalla serie di sei)

GIULIANO GUATTA
Si distraggono masticando fiammiferi con capocchie in fiamme. Sbottare a ridere, a piangere. 2007
Un disegno su carta mm.120×180 (dalla serie di sei)

ANDREA MASOTTO
Sinapsi 2006
carboncino
foglio mm. 500×350

ANDREA MASOTTO
Stampi 2007
piombo
misure variabili

ANGELO SPINA
Apocatastasi 2007 – La certezza di avere fallito
Elaborazione digitale
Carta fotografica colori satinata su forex mm. 350 x 500

ANGELO SPINA
Apocatastasi 2007 – La certezza di avere fallito
Elaborazione digitale
Carta fotografica colori satinata su forex mm. 350 x 500

DARIO LANZETTA
Conservo l’istinto del nuovo peccato 2006
Elaborazione digitale
Stampa plotter su carta
mm. 450×320

DARIO LANZETTA
Tornerai indietro quando girerà la corrente? 2006
Elaborazione digitale
Stampa plotter su carta
mm. 450×320

PORTESE del GARDA
made in italy
Autostoricizzazione 1974
prototipo dell’adesivo
colori acrilici su tela
Nella sua visione onnivora dell’arte e del sistema da cui era prodotta, in quell’enclave dell’effetto dadaista che furono gli
G.A.C. è sempre stato un caso speciale, sospeso a volo radente sui gangli vitali del sistema, ne ha fagocitato tutte le tendenze
Giovani entusiasti si mettono a sua disposizione. A partire dal 1975, in collaborazione con Ken Damy, documenta le sue
Nell’Ottantadue nascono le prime produzioni, con l’impegno tecnico e registico di Alessandro Mendini e Pierangela
La pagina dell’enciclopedia, come elemento personale che usa i metodi codificati delle digressioni storiche,
G.A.C. autore istrionico e sciamanico, fornisce una prova da attore consumato esibendosi anche in gag esilaranti.
Piero Cavellini
Dalla pagina dell’enciclopedia 1975
scrittura su tela emulsionata
mm 2400×1210

Les maitres de la peinture 1972
serigrafia a colori
matrice mm. 520×410
foglio mm. 600×500
Mail Art: operazione andata e ritorno 1987
stampati e adesivi su busta aperta
mm 900×450 circa
Impronta 1962
china su cartoncino telato
mm 290×360
Manichino e Albero
utilizzati in performance negli anni ‘70-‘80
sullo sfondo: Wolf Vostell: progetto di un museo drive-in Cavellini 2014
foto B/N e monitor tv
due fotografie di Balletti/Soncina
tre frames da One day in the life of a genius 1982, video, durata 7’05’’


PORTESEdel GARDA
made in italy

Il Gruppo culturale De Portesio, nasce nel dicembre del 2003 a seguito di alcune ricerche sulla storia dell’incisione condotte dal Prof. Alberto Balletti nell’ambito della propria attività di artista incisore e dalla Dott.ssa Marina Guarneri, esperta e coraggiosa biografa dei confini, affiancati da un gruppo di amici cultori di diverse discipline e amanti del lago di Garda. L’interesse per la vita e le opere di Bartholomeo Zane De Portesio, nato a Portese frazione di San Felice del Benaco (BS), noto stampatore della Repubblica Veneta, è il volano ideale e storico delle attività del gruppo. Dopo una intensa attività come incisore di caratteri mobili e stampatore di preziosissimi libri nella sua bottega veneziana, egli fu richiamato al suo paese natale e incaricato della Serenissima Repubblica di intagliare e stampare gli Statuti Civili e Criminali delle Quadre Benacensi (circa dall’ottobre del 1489). Sul lago si trovavano acqua in abbondanza, condizione ideale per la produzione della carta, elemento essenziale per l’arte della stampa, e una terra di confine e passaggio dal nord, che necessitava di norme adeguate.

Portese del Garda
made in italy
Dal 2003 il Gruppo ha organizzato diverse manifestazioni culturali nel paese di San Felice e in altre località.
contatto: deportesio04@gmail.com
brotherhood web: www.albertoballetti.com